Calabrese, grintosa, appassionata di motori, educatrice e scrittrice. Raffaella Bilotta è un vulcano di idee, energia e determinazione. Partiamo da te, Raffaella. Come ti definiresti in poche parole? Chi è la donna dietro i motori e i libri?
Da dove inizio?
A parte l’ironia che fa parte del mio carattere, non è semplice definirmi, spesso lascio agli altri una pagina bianca e devo ammettere che ci azzeccano quasi sempre. Ci sarebbero tanti aggettivi per definirmi: autentica, determinate, empatica, creative, leale, stacanovista e multitasking.
Mi definisco principalmente una donna multitasking, determinata a portare a termine con grande successo gli obiettivi e i progetti.
Essere una donna multitasking oggi implica gestire molteplici responsabilità contemporaneamente, che spaziano dalla carriera alla vita personale.
La mia vita personale è molto articolata, dedico molto tempo al lavoro perchè mi piace molto, infatti mi definsco stacanovista, ritaglio sempre del tempo libero alla scrittura creativa, alla pubblicazione dei miei libri, agli articoli, al cucito perchè adoro cucire e creare a mano, alla gestione e cura dei profili social e ai viaggi, infatti il fine settimana fuggo dalla Calabria per respirare aria nuova e progettare e creare idee. Adoro Roma, la città a Cielo all’aperto dove la storia urla, credo che sarà la mia prossima meta, ma non mi sbilancio nel dire se sarà definitiva. Ho scoperto Roma da poco e me ne sono innamorata.
Mi piace annunciare le situazioni dopo averle ottenute. Sono molto scaramantica. Svolgo tante cose perché conduco una vita da single, ecco perché sono senza rughe!
Le tue radici calabresi quanto hanno influito sul tuo carattere e sulla tua voglia di emergere?
Chi ha origini calabresi spesso cresce con valori forti legati alla famiglia, al rispetto, all’orgoglio per la propria terra e a una certa tenacia che nasce dall’abituarsi a lottare per ciò che si vuole. C’è anche un grande senso di ospitalità, ma allo stesso tempo una certa diffidenza verso ciò che è estraneo, almeno all’inizio. Io sono molto diffidente finchè non conosco bene le persone. La Calabria è una terra dura e bellissima, e chi c’è cresciuto o ha ricevuto quei valori può portare dentro una combinazione di forza, passione e resilienza.
La determinazione, a distinguermi e a crescere professionalmente non è soltanto un obiettivo, ma un principio guida che orienta ogni mia scelta. Credo fermamente che l’impegno costante, la volontà di apprendere e la capacità di mettermi in gioco siano elementi imprescindibili per evolvere, non solo come professionista, ma anche come persona. Per questo motivo cerco sempre di affrontare ogni esperienza con spirito proattivo, curiosità intellettuale e apertura al cambiamento, nella convinzione che ogni sfida rappresenti un’opportunità di crescita e miglioramento. Devo ringraziare la mia Calabria se oggi ho un carattere forte e determinata a raggiungere gli obiettivi.
Sei molto sicura. Da dove nasce questa sicurezza?
Sono una donna profondamente sicura di me stessa, non per apparenza ma per consapevolezza. La mia sicurezza nasce da un carattere forte, forgiato da esperienze, sfide superate e scelte fatte con determinazione. Credo che la vera forza non risieda nell’assenza di paure, ma nella capacità di affrontarle a testa alta, con dignità e autenticità. La mia sicurezza non è un dono, è una conquista. Una sicurezza interiore non esteriore, non ho bisogno di conferme esterne. Sono una donna che ha imparato a conoscersi, ad accettarsi e a valorizzarsi. Essere sicura di sé è una scelta, ed è la mia.
Sei molto seguita sui social e hai uno stile autentico, mai costruito. Quanto conta per te restare fedele a te stessa anche nel mondo digitale?
L’autenticità conta moltissimo sia nella vita reale che nel modo digitale è una delle qualità più preziose, sia nelle persone che nelle idee.
Essere autentica significa essere fedele a ciò che si è davvero, senza maschere, senza cercare approvazione a tutti i costi. È qualcosa che crea fiducia, connessione e rispetto. Anche nel mio modo di interagire con le persone, cerco di essere il più trasparente e onesta possibile, niente finzioni, solo risposte costruite con cura e sincerità. Una cosa che non tollero sono le bugie.
Nel mondo digitale la maggior parte delle persone sono “leoni” e dimostrano di essere quello che non sono nella vita reale. Di sicuro in loro emerge l’insicurezza. La gentilezza e la disponibilità giocano un ruolo importante, abbiamo bisogno di più gentilezza e sincerità in questo mondo di maschere. Raffaella digitale è la stessa Raffaella del reale.
Parliamo di motori. Quando è nata questa passione? Hai un momento preciso in cui hai capito che sarebbe stata una parte importante della tua vita?
L’innesto preciso dove ho capito che mi piacciono i motori non lo ricordo, però ti posso confermare che è colpa di mio padre. Figlia di un grande meccanico, ancora oggi ricordo mio padre entrare dalla porta con addosso l’odore dell’olio impregnato nelle tute da lavoro, ammiro molto mio padre per la dedizione per il suo lavoro, mi rispecchio molto in lui. Dico sempre che se fossi maschio oggi farei il meccanico, infatti, appena posso scappo in officina dal collega Marco, grande professionista qualificato Yamaha. Oggi lavoro in una concessionaria Yamaha però mi piacerebbe lavorare anche con le quattro route.
“Il matrimonio Perfetto? Circondarmi dalle due ruote e quattro ruote.”
Sì, l’ho detto e lo confermo ma non diciamolo a nessuno in caso dovesse arrivare il principe Azzurro!!! Lasciami sognare un po’, perchè sono molto romantica e poi per me il lavoro e l’amore dovrebbero lavorare in sinergia.
Ti dividi tra Ferrari e Yamaha: due mondi diversi, ma entrambi forti. Cosa rappresentano per te queste due icone? Hai detto che tra uomini e motori sceglieresti i motori… lo confermi?
Ferrari e Yamaha sono due mondi diversi, ma per me corrono sulla stessa strada ed entrambi vincono perché sono due icone a livello mondiale.
I motori non sono solo oggetti, pezzi di metallo, ingranaggi, rumori o velocità. Sono vita, ritmo, cuore che batte, passione che scorre sotto pelle. Ogni motore racconta una storia, una sua identità proprio come le persone, infatti ognuno sceglie il proprio motore come un vestito, ciò che li rappresenta. Lavorarci non è solo un mestiere è un modo di appartenere a qualcosa. Un mondo dove ogni dettaglio conta, dove la perfezione è fatta di millimetri, dove la velocità non è solo una corsa, ma una direzione da dare all’esistenza. I motori rappresentano il mio modo di essere, disciplina, ma anche libertà.
“Se dovessi scegliere tra uomini o motori, sceglierei i motori. Sono più affidabili.”
Sì, lo confermo!
La maggior parte degli uomini di oggi, se così possiamo definirli sono narcisisti, manipolatori e nella coppia si mettono sul piedistallo, come se fossero le donne. Un uomo con queste caratterstiche lo definisco “essere”.
Da single, sono completa: in me convivono armoniosamente sia l’energia maschile che quella femminile. Non sento il bisogno di un’altra persona per definirmi o completarmi. Sono intera, sono nata intera, autosufficiente, e libera di esprimere ogni parte di me, senza costrizioni o ruoli imposti. In una relazione, però, io sono la donna e l’altra è l’uomo, questo concetto per gli uomini di oggi è difficile comprenderlo. E’ questione di valori, averli o non averli.
Oltre ai motori, sei anche un’educatrice e una scrittrice. Come si concilia la passione per la velocità con la creatività e la riflessione della scrittura?
Le mie giornate sono molto articolate, quindi sono costretta a fare una “programmazione flessibile” solo così riesco a gestire e a raggiungere tutti gli obiettivi della giornata. Anche se l’imprevedibile ha il suo fascino. La mia sveglia è sempre alle ore 05.00 con un buon caffè, ammetto che dormo poco, però così allungo la mia giornata. Le prime ore le dedico alla scrittura perchè ho la mente più libera e rilassata rispetto allo stress giornaliero. La creatività manuale come il cucito è un antistress quindi lo svolgo a fine serata o nel fine settimana. Cucire per me è una terpia. Quando il club Ferrari organizza eventi o ci sono raduni, mollo tutto, ovvio!!! Devo fare la valigia? La mia è già pronta.
Ci racconti qualcosa del tuo progetto “Macchiolino”? Com’è nato e a chi è rivolto?
Il mio progetto Macchiolino è nato per passione, quando ce l’hai dentro ti chiama e se non senti, urla. La creatività non appartiene a tutti, è innata, ti esplode senza sforzo, infatti per me è facile scrivere. Quando ho scoperto di avere questa dote ero a scuola con i bambini, quindi ho deciso di metterla in risalto a disposizione di tutti. Questo volume l’ho dedicato ai bambini e alle loro paure dei loro primi denti e con la lettura del testo si immergono in un mondo colorato dove la fantasia abbraccia la realtà. I bambini devono imparare a sognare. A breve il volume verrà stampato dalla casa editrice Teomedia di Cosenza. Ho scritto anche altri libri come “Le avventure di Tina Matit” pratagonista una Tata.
Hai anche realizzato contenuti educativi per bambini, come quelli per il Museum Children Ebook. Quanto è importante per te la formazione dei più piccoli?
Ho rielaborato testi storici per il progetto Museum Children Ebook, approvato dal Segretariato Regionale nel 2014. Utilizzando un linguaggio a misura di bambino, i testi sono accompagnati da esercizi interattivi, stimolando così la partecipazione attiva e le competenze comunicative. La formazione deve essere continua nel tempo ma deve iniziare sin da piccoli. I bambini devono apprendere quello che hanno intorno, iniziando dal patrimonio culturale. I bambini che imparano sin dalla piccola età mostrano migliori competenze in lettura e matematica, e sono più pronti ad affrontare la scuola primaria, con maggiore fiducia in classe. L’educazione precoce insegna a cooperare, gestire le emozioni, risolvere conflitti e costruire relazioni positive, rafforzando l’autostima e la resilienza. Ci tengo molto alla formazione dei bambini perchè per anni ho insegnato nella scuola con i più piccoli. Insegnavo attraverso il gioco in modo divertente, infatti all’età di 3 anni i bambini imparavano a leggere. Il gioco è riconosciuto come una modalità centrale per lo sviluppo cognitivo, linguistico, socio-emotivo e motorio. È un diritto riconosciuto dell’infanzia. Il corso svolto a Reggio Emilia nella scuola più importante “Reggio Children” mi ha lasciato una formazione indelebile, ed è così che l’ho trasmessa ai miei alunni, stimolando curiosità, pensiero critico, esplorazione autonoma.
Torniamo ai social: hai più di 13.000 follower su Instagram e un canale YouTube dedicato ai motori. Come gestisci la tua presenza online? Cosa vuoi trasmettere a chi ti segue?
Devo ammettere che sto crescendo lentamente ma costantemente, non chiedo mai di seguirmi, il segui deve essere spontaneo altrimenti non avrebbe senso.
Su Instagram ho raggiunto oltre 14.000 follower, si deduce che è un profilo interessante. Il target è l’80% uomini e 20% donne, perché la tematica è centrata sui motori ma non solo.
Curo con molta attenzione i dettagli del mio profilo Instagram e pubblico tutti i giorni costantemente. Si parla di motori, ma anche di vita personale perché è bene mostrare chi sono, la mia identità, la mia vita si divide tra motori, scrittura e tanto altro. Chi atterra sul mio profilo scopre subito chi sono e ogni volta ci sono tante novità perché non sono mai scontata, sono una scoperta continua. Una stacanovista doc.
In direct mi scrivono tantissime persone, sono strapiena di messaggi, ma non sempre riesco a rispondere perché le giornate sono impegnative e per non essere indifferente lascio i cuori.
Ho un sito personale dove pubblico articoli e cose interessanti e un canale YouTube dove si possono visionare video sulla mia creatività, dei giochi creativi sulle linee Montessoriana ma soprattutto sui motori.
In un mondo di mode e tendenze, tu sembri anticiparle. Qual è il segreto?
Domanda interessante e sei l’unico ad avere percepito questa “dote”, ma non so il segreto, forse sarà qualche segnale dall’universo, sai ci credo molto. Non so definirlo ma succede veramente, e mi capita spesso. A volte prevedo anche a distanza di anni. Ho previsto una situazione molto forte e delicata e dopo un anno si è avverato. Anticipo gli eventi ancor prima che prendano forma, guidata da una sensibilità. È come se riuscissi a percepire, in modo sottile ma costante, i segnali preliminari del cambiamento, intercettando sfumature e micro-movimenti che sfuggono a uno sguardo superficiale. Questa capacità mi consente di agire con prontezza e lucidità, spesso prevenendo criticità o cogliendo opportunità prima che emergano in modo esplicito.
Guardando al futuro, dove ti vedi tra qualche anno? Sempre tra motori, scrittura ed educazione, o c’è un altro sogno nel cassetto?
Ho forti capacità comunicative ed essendo un po’ introversa e molto estroversa, ho un sogno nel cassetto che al momento non vorrei svelare perché sono molto e dico molto scaramantica. Credo e ne sono fortemente convinta che le passioni non svaniranno mai, anzi sarò sempre pronta ad annaffiarle, quindi motori, educazione e scrittura creativa saranno sempre parte del mio vestito preferito. Sono sempre disponibile a nuove collaborazioni perché una mia forte capacità è quella di saper svolgere professionalmente qualsiasi attività nuova mi venga proposta, me lo fece notare una cara maestra d’infanzia, la maestra Franca che tengo nel mio cuore da quando la conobbi.
E per finire, che consiglio daresti a una ragazza del Sud che vuole costruire il proprio spazio nel mondo, senza compromessi?
Mai scendere a compromessi, di qualsiasi natura nè in amore nè professionalmente. Bisogna costruire una “carta d’identità” reinventarsi, essere autonomi, bisogna studiare tanto, fare molta esperienza lavorativa, costruirsi un buon curriculum come ho fatto io, curare e costrure la propria unicità e identità in trasparenza e onestà e mai paragonarsi agli altri, anzi, bisogna avvicinarsi alle persone che sono ancora più preparte perchè è quella la vera scuola di vita. Personalmente non sono e non entrerò mai in competizione con le donne o uomini, anzi ammiro, prendo esempio e personalizzo nel mio modo di vivere.
a cura di Carlo Antonio Rallo
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