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GWM Tank 300, il fuoristrada inarrestabile

Ci sono automobili che si presentano con un look avventuroso, magari con qualche protezione in plastica e una carrozzeria dalle forme muscolose, ma che difficilmente abbandonerebbero l’asfalto. E poi ci sono fuoristrada veri, quelli costruiti per affrontare situazioni nelle quali un SUV tradizionale preferirebbe decisamente fare marcia indietro.

La nuova GWM Tank 300 appartiene alla seconda categoria. La guardi e capisci subito che non cerca di nascondere la propria natura: carrozzeria squadrata, grandi fari circolari, frontale imponente, ruota di scorta montata sul portellone posteriore. Qui non siamo di fronte a un’auto pensata soltanto per accompagnarci all’aperitivo, ma a una macchina che vuole portarci dove la strada finisce.

Del resto, Great Wall Motors, il costruttore cinese nato nel 1984, vanta una lunga esperienza nella produzione di fuoristrada e pick-up. Con Tank 300 porta in Italia il suo marchio dedicato all’off-road e propone un modello che punta a ritagliarsi uno spazio in una nicchia di mercato rimasta sempre più scoperta.

La domanda, però, è inevitabile: quanto è autentica questa vocazione fuoristradistica? Per scoprirlo, dopo aver lasciato la GWM H7 a Baveno, ( qui potete leggere la nostra prova) ci spostiamo a Stresa, a pochi chilometri di distanza, dove GWM ha allestito un percorso off-road per mettere alla prova la Tank 300.

Sotto la pioggia, sulla pista di motocross

La giornata non è delle migliori. Se durante la prova della H7 avevamo avuto qualche momento di tregua, a Stresa troviamo una pioggia battente. Le Tank 300 sono parcheggiate all’interno di un capannone e sono già completamente ricoperte di fango. Prima ancora di salire a bordo, per scattare qualche fotografia, riesco a sporcare i jeans.

È un piccolo anticipo di quello che ci aspetta.

Il percorso è ricavato da una pista di motocross: dossi, curve sopraelevate, avvallamenti e tratti fangosi che, con la pioggia, diventano particolarmente scivolosi. Non è il terreno ideale per chi cerca semplicemente una dimostrazione di stile. È invece il contesto giusto per capire se sotto quella carrozzeria imponente ci sia davvero la sostanza di un fuoristrada.

La vettura che provo è la Tank 300 2.0 Turbo Plug-in Hybrid Hi4-T da 408 CV, la versione più potente della gamma. Salgo a bordo insieme al nostro pilota di riferimento, mentre il collega Carlo si mette alla guida per primo. Osservo il percorso, ascolto le indicazioni e cerco di capire come affrontare al meglio le diverse situazioni.

Poi arriva il mio turno.

Un fuoristrada vero, con telaio a longheroni

Prima di raccontare le sensazioni al volante, è necessario soffermarsi sulla tecnica, perché è proprio qui che la Tank 300 si differenzia da tanti SUV dall’aspetto avventuroso.

La struttura utilizza un telaio separato dalla carrozzeria, con longheroni, una soluzione tradizionalmente associata ai fuoristrada più specialistici. È una scelta che privilegia robustezza e capacità di affrontare le sollecitazioni tipiche della guida lontano dall’asfalto.

Le dimensioni sono importanti: 4,76 metri di lunghezza, ruota di scorta compresa, 1,93 metri di larghezza e 1,90 metri di altezza, con un passo di 2,75 metri. La luce minima da terra è di 222 millimetri sulla versione ibrida e di 224 millimetri sulla Diesel.

Gli angoli caratteristici della Hi4-T sono di 32 gradi in attacco, 22 gradi al dosso e 33 gradi in uscita. La profondità massima di guado dichiarata raggiunge i 700 millimetri.

Davanti troviamo sospensioni indipendenti a doppio braccio oscillante, mentre dietro c’è un assale rigido con schema a cinque bracci. Una configurazione che racconta bene le priorità del progetto: resistenza, articolazione delle sospensioni e capacità di mantenere la motricità anche quando il fondo diventa irregolare.

La trazione integrale è a controllo elettronico, ma non manca il riduttore. Sono inoltre presenti il blocco del differenziale centrale e i bloccaggi dei differenziali anteriore e posteriore, elementi che fanno la differenza quando una o più ruote perdono aderenza.

Insomma, la Tank 300 non si limita a sembrare un fuoristrada: nasce per esserlo.

Al volante: quando il terreno si mette di traverso

Una volta sul percorso, la prima sensazione è quella di trovarsi davanti a una vettura che non teme di essere messa alla prova. Naturalmente, con il fondo bagnato bisogna dosare acceleratore e velocità, ma è proprio in queste condizioni che si apprezza il lavoro svolto dalla meccanica.

Affrontiamo curve sopraelevate, dossi e avvallamenti. In alcuni passaggi la carrozzeria si inclina in maniera impressionante. Dall’abitacolo, soprattutto nelle curve in parabolica, la sensazione è che la vettura possa arrivare a un angolo di rollio davvero importante. Eppure la Tank 300 prosegue senza scomporsi, mantenendo una traiettoria che trasmette sicurezza.

È uno di quei momenti in cui capisci quanto sia diverso guidare un fuoristrada costruito su un telaio a longheroni rispetto a un SUV concepito principalmente per la strada.

La Tank 300 non cerca di cancellare le sensazioni della guida off-road: le gestisce attraverso la robustezza della struttura e i sistemi di trazione. E quando il terreno cambia, è possibile intervenire direttamente sulle modalità di guida.

Il selettore permette di scegliere tra 2H, 4H e 4L, rispettivamente per la trazione posteriore, l’integrale e l’integrale con marce ridotte. A queste si aggiungono nove programmi di guida, fra cui quelli dedicati a neve, roccia, fango e sabbia, fondi sconnessi e modalità Expert, che consente una configurazione più specifica.

La differenza si avverte soprattutto quando le ruote iniziano a pattinare. In un passaggio fangoso, mentre cerchiamo di uscire da una zona in pendenza, la Tank 300 scivola e fatica a trovare aderenza. È il momento di ricorrere alle ridotte e alla gestione della trazione: con la configurazione appropriata riusciamo a riprendere il movimento e a uscire dalla situazione.

È qui che la tecnologia dimostra la sua utilità. Non si tratta soltanto di avere tanti comandi a disposizione, ma di poter scegliere quello giusto quando le condizioni lo richiedono.

Naturalmente, le modalità non sostituiscono la valutazione del terreno e una guida adeguata. Ma rendono più accessibile un’esperienza che, con un fuoristrada tradizionale, richiede spesso maggiore familiarità con la meccanica e con le tecniche di guida.

Il Tank Turn: quando il raggio di sterzata si restringe

Tra le funzioni più interessanti c’è il Tank Turn, un sistema pensato per ridurre il raggio di sterzata nelle manovre a bassa velocità su fondi adatti.

Lo proviamo direttamente. Prima affrontiamo la manovra con il sistema disattivato, osservando il normale raggio di sterzata della vettura. Poi attiviamo il Tank Turn.

Il principio è semplice quanto efficace: il sistema frena la ruota posteriore interna alla curva, aiutando la vettura a ruotare su se stessa e a stringere sensibilmente la traiettoria.

La differenza si vede. La Tank 300 riesce a completare una rotazione molto più stretta, riducendo lo spazio necessario per cambiare direzione.

È una soluzione particolarmente utile quando ci si trova su sentieri stretti, percorsi accidentati o in situazioni nelle quali non è possibile effettuare più manovre. Non è una magia e non elimina i limiti fisici di una vettura lunga quasi cinque metri, ma può diventare un valido alleato quando lo spazio scarseggia.

408 CV e uno scatto da sportiva

La seconda sorpresa arriva sul rettilineo fangoso. Prima della partenza, il nostro pilota ci chiede se ce la sentiamo di provare una partenza lanciata. La risposta, naturalmente, è sì.

La Tank 300 Hi4-T abbina un motore 2.0 turbo benzina da 245 CV a un’unità elettrica da 163 CV. La potenza complessiva dichiarata è di 408 CV, con una coppia combinata di 750 Nm, gestita da una trasmissione automatica ibrida a nove rapporti.

Il risultato è un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi. Un dato che, su un fuoristrada di queste dimensioni e con una massa in ordine di marcia di 2.705 chilogrammi, fa decisamente impressione.

Io scelgo di partire da fermo e schiaccio a fondo l’acceleratore. La risposta è vigorosa: la vettura scatta con una rapidità che contrasta con la sua mole e con l’immagine da fuoristrada vecchia scuola.

Il nostro pilota ci racconta che, con il fondo asciutto il giorno precedente, sul breve rettilineo del percorso si arrivava già a 100 km/h. Con la pioggia, naturalmente, le condizioni sono differenti, ma la spinta dell’ibrido si avverte immediatamente.

La versione Hi4-T non è soltanto un mezzo per affrontare passaggi difficili: ha anche una riserva di potenza che permette di muoversi con brillantezza quando il fondo lo consente.

E c’è un aspetto tecnico importante: il sistema ibrido è progettato per mantenere la capacità off-road anche quando la batteria si scarica. Il motore termico continua infatti a trasmettere direttamente la propria potenza alle ruote, senza che il sistema di trazione perda la propria funzione fuoristradistica.

L’ibrido che non dimentica il fuoristrada

La tecnologia Hi4-T è uno degli elementi più interessanti della Tank 300. Non si tratta di un’elettrificazione pensata esclusivamente per ridurre i consumi nell’uso urbano, ma di un sistema parallelo longitudinale sviluppato per convivere con la meccanica da fuoristrada.

La batteria agli ioni di litio NMC ha una capacità lorda di 37,11 kWh e consente un’autonomia elettrica dichiarata di 95 chilometri nel ciclo WLTP.

La ricarica in corrente alternata arriva a 6,6 kW, con un tempo indicativo di circa sei ore e mezza per passare dal 15 al 100%. In corrente continua si raggiungono invece 50 kW: dal 30 all’80% sono dichiarati circa 24 minuti.

La Tank 300 Plug-in Hybrid può inoltre recuperare energia in decelerazione e dispone della funzione V2L, che permette di alimentare dispositivi elettrici esterni.

La batteria è installata sul telaio e protetta dalla struttura, una scelta coerente con la destinazione d’uso della vettura. L’obiettivo è integrare l’elettrificazione senza sacrificare le caratteristiche che definiscono un autentico fuoristrada.

Chi preferisce una soluzione più tradizionale può scegliere il 2.4 turbodiesel da 184 CV e 480 Nm, abbinato a un cambio automatico a nove rapporti. In questo caso l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 12,39 secondi, mentre la velocità massima dichiarata è di 170 km/h.

La Plug-in Hybrid raggiunge invece 180 km/h. Entrambe le versioni hanno trazione integrale e possono trainare rimorchi frenati fino a 2.500 chilogrammi.

A bordo, la sorpresa è il lusso

Dopo il fango, l’acqua e le inclinazioni del percorso, c’è un altro aspetto che merita attenzione: l’abitacolo.

La Tank 300 adotta uno stile robusto anche negli interni, ma lo interpreta in chiave moderna. Il posto guida è dominato da due schermi da 12,3 pollici, uno dedicato alla strumentazione digitale e l’altro al sistema multimediale.

La plancia è ricca di elementi, ma non rinuncia alla personalità. Mi piace in particolare il selettore del cambio automatico: il suo profilo ricorda la cloche di un aereo, mentre le bocchette circolari dell’aria sembrano piccoli motori aeronautici. Dettagli che contribuiscono a creare un ambiente diverso da quello dei SUV più convenzionali.

Dal display centrale si gestiscono navigazione, connettività e numerose funzioni della vettura. Quando si affronta il percorso off-road, le informazioni dedicate diventano particolarmente utili: inclinometri, dati sulla trazione e indicazioni relative al bloccaggio dei differenziali permettono di tenere sotto controllo ciò che accade sotto le ruote.

La videocamera con visualizzazione a 540 gradi e funzione di chassis trasparente offre inoltre una rappresentazione dell’area circostante e della zona sottostante la vettura, aiutando il conducente a individuare gli ostacoli nei passaggi più impegnativi.

Ma il vero contrasto è con i rivestimenti e il comfort. L’allestimento Premium comprende sedili in pelle Nappa, anteriori riscaldati e ventilati, funzione massaggio e regolazioni elettriche. Il sedile del conducente dispone anche di memoria e regolazione lombare elettrica.

Non mancano il climatizzatore automatico bizona, il volante riscaldato, il tetto panoramico apribile elettricamente e l’illuminazione ambientale a 64 colori.

Android Auto e Apple CarPlay wireless, navigazione online, aggiornamenti software Over The Air e impianto audio a nove altoparlanti completano una dotazione che guarda chiaramente al comfort contemporaneo.

Il messaggio è evidente: la Tank 300 vuole essere una compagna d’avventura, ma non chiede di rinunciare alle comodità di un’auto premium. E dopo aver affrontato una pista fangosa, ritrovarsi su sedili in pelle ventilati e massaggianti è un contrasto che si apprezza.

Sicurezza e tecnologia anche lontano dall’asfalto

La dotazione di serie comprende sei airbag e oltre venti sistemi di assistenza alla guida.

Sono presenti il cruise control adattivo intelligente, la frenata automatica di emergenza, il monitoraggio dell’angolo cieco, l’assistenza al mantenimento della corsia, il riconoscimento della segnaletica stradale e gli avvisi di collisione anteriore e posteriore.

A questi si aggiungono i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, l’allerta per il traffico trasversale posteriore e gli assistenti per le partenze in salita e le discese ripide.

Per la guida lontano dall’asfalto sono disponibili anche il cruise control off-road, il controllo della trazione e la funzione Launch Control. Quest’ultima è distinta dal Tank Turn: la prima è dedicata alla partenza assistita, la seconda alle manovre di rotazione a raggio ridotto.

Il fuoristrada resta comunque una disciplina nella quale la tecnologia deve essere accompagnata dalla prudenza, soprattutto quando pioggia e fango riducono l’aderenza.

Quanto costa la GWM Tank 300

La nuova Tank 300 arriva in Italia con un allestimento unico Premium e due motorizzazioni.

Il listino in vigore dal 1° ottobre 2026 indica questi prezzi chiavi in mano:

  • Tank 300 Premium Diesel 2.4T 4WD: 46.500 euro.
  • Tank 300 Premium Plug-in Hybrid Hi4-T: 51.400 euro.

I prezzi comprendono 765 euro di messa su strada, mentre l’IPT è esclusa.

Per il lancio commerciale, GWM propone la Tank 300 a partire da 39.940 euro, al netto di messa su strada e IPT, in caso di permuta o rottamazione. Si tratta quindi di una promozione subordinata a queste condizioni, da verificare presso la rete dei concessionari.

La garanzia è di sette anni o 150.000 chilometri sul veicolo e di otto anni o 160.000 chilometri sulla batteria della versione ibrida, con validità fino al raggiungimento del primo dei due limiti.

 

Il verdetto: una fuoristrada senza compromessi sulla sua identità

La GWM Tank 300 è una proposta interessante proprio perché non cerca di somigliare a tutti gli altri SUV.

Il telaio a longheroni, il riduttore, i differenziali bloccabili e le diverse modalità di guida la collocano nel mondo dei fuoristrada autentici. La prova sulla pista di Stresa, con pioggia e fango, mi ha permesso di apprezzare la capacità della vettura di affrontare inclinazioni, fondi scivolosi e passaggi nei quali la trazione integrale deve fare davvero la differenza.

La versione ibrida da 408 CV aggiunge una spinta notevole e un’autonomia elettrica dichiarata di 95 chilometri, mentre gli interni dimostrano che robustezza e comfort non devono necessariamente escludersi a vicenda.

Naturalmente, non è una vettura per chi cerca un SUV compatto, leggero e facile da parcheggiare in ogni situazione. Le dimensioni sono importanti, così come la massa. Ma chi desidera un mezzo dal carattere forte, capace di affrontare il fuoristrada senza rinunciare a una dotazione tecnologica e di comfort molto ricca, troverà nella Tank 300 un’alternativa da prendere seriamente in considerazione.

Nel fango e sotto la pioggia, la Tank 300 ha mostrato la sua vera natura. E quando un’auto riesce a raccontare così chiaramente ciò per cui è stata progettata, non servono grandi effetti speciali: basta metterla alla prova.

 

a cura di Carlo Antonio Rallo

info@motoriedintorni.com

2026-10-20
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