La leggendaria Pikes Peak International Hill Climb parla ancora italiano. Nella 104ª edizione della celebre “Race to the Clouds”, disputata domenica sulle pendici della montagna simbolo del Colorado, il tricolore è stato protagonista grazie alle prestazioni di Simone Faggioli, splendido terzo assoluto, e di Diego Degasperi, autore di un eccellente quarto posto.
A conquistare la vittoria è stato il francese Romain Dumas, su Ford Mustang, autentico specialista della cronoscalata americana, che ha fermato il cronometro sull’8’18″202 tornando sul gradino più alto del podio della competizione più iconica del motorsport in salita. Alle sue spalle si è classificato Robin Shute, mentre Faggioli ha completato il podio assoluto confermandosi ancora una volta tra i grandi interpreti della montagna americana.
Faggioli ancora tra i giganti di Pikes Peak
Per il pluricampione toscano si tratta dell’ennesima prestazione di altissimo livello in una gara che rappresenta una sfida completamente diversa rispetto alle cronoscalate europee. Al volante della sua Nova Proto NP01, portata in gara dal Faggioli Racing Team, il pilota fiorentino ha saputo interpretare al meglio i quasi venti chilometri del percorso, caratterizzati da 156 curve e da un dislivello impressionante che porta dai 2.862 metri della partenza ai 4.302 metri del traguardo.
Il tempo di 8’32″997 gli ha consentito di conquistare un podio assoluto di enorme prestigio in una competizione che richiama ogni anno i migliori specialisti del mondo. Dopo il successo ottenuto nell’edizione 2025, disputata però su un percorso ridotto a causa delle condizioni meteorologiche, Faggioli ha dimostrato di poter lottare ai vertici anche sulla configurazione completa della salita.
Degasperi sfiora il podio assoluto
La giornata del Faggioli Racing Team è stata impreziosita anche dalla prova di Diego Degasperi, quarto assoluto con il tempo di 8’57″388. Il pilota trentino ha condotto una gara intelligente e senza errori, restando costantemente nelle posizioni di vertice e chiudendo a ridosso del podio.
Il risultato conferma la crescita internazionale del driver trentino e consolida ulteriormente il prestigio della squadra italiana, capace di piazzare due vetture nelle prime quattro posizioni assolute della classifica finale.
Sfortuna per Franco Caruso
Non è andata altrettanto bene a Franco Caruso, costretto ad abbandonare la competizione pochi istanti dopo il via. Il pilota siciliano è stato protagonista di un’uscita di strada che ha terminato prematuramente la sua avventura americana. Fortunatamente il driver non ha riportato conseguenze fisiche ed è rientrato autonomamente alla zona di partenza.
Un epilogo amaro per Caruso, alla sua prima esperienza sulla montagna più famosa del mondo, che non ha avuto la possibilità di mostrare il proprio potenziale lungo i tornanti della Pikes Peak.
Una montagna che continua a fare la storia
Nata nel 1916, la Pikes Peak International Hill Climb rimane una delle sfide più affascinanti e impegnative del motorsport mondiale. L’altitudine, la rarefazione dell’aria e la complessità tecnica del tracciato continuano a mettere a dura prova uomini e mezzi, rendendo ogni risultato di prestigio un’impresa da ricordare.
Se il successo assoluto è tornato nelle mani di Dumas, per l’Italia il bilancio resta estremamente positivo: il podio di Simone Faggioli e il quarto posto di Diego Degasperi testimoniano ancora una volta il valore della scuola tricolore delle cronoscalate, da anni punto di riferimento anche oltre oceano. Un risultato che conferma la competitività del Faggioli Racing Team e il prestigio internazionale dei piloti italiani in una delle gare più iconiche del pianeta.














