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Ferrari California, il sogno di un giorno: il nostro Media Test “amarcord” del 2008

Ci sono giornate che, anche a distanza di anni, restano vive nella memoria come se fossero accadute ieri. Questa è una di quelle.
Nel 2008,  il 22 ottobre, ha preso parte al Media Test della nuova Ferrari California tra Mazara del Vallo, Marsala ed Erice: un’intera giornata al volante della nuova creatura di Maranello, allora ancora sconosciuta al grande pubblico e attesissima dagli appassionati di tutto il mondo.

La California non era una Ferrari qualsiasi. Segnava un momento storico per il Cavallino: era la prima Ferrari stradale con tetto rigido retrattile in metallo e la prima della casa equipaggiata con il cambio a doppia frizione. Due innovazioni che avrebbero aperto una nuova era per le vetture di Maranello.

Rileggendo oggi quell’articolo scritto “a caldo”, ho voluto riproporlo e rifinirlo, mantenendo però intatte le emozioni di quel giorno. Perché certe sensazioni non appartengono solo al giornalismo automobilistico: appartengono ai sogni.

Ferrari California: un giorno da sogno tra Trapani ed Erice

Di auto ne ho guidate tante, comprese sportive estreme e vetture da pista. Ma stavolta non si trattava di una macchina “normale”. Stavolta era una Ferrari.
Anzi, la nuovissima Ferrari California, appena nata, ancora avvolta da quell’aura di mistero e desiderio che solo le Ferrari riescono ad avere.

Descrivere davvero ciò che ho provato non è semplice. Posso solo dire che per tutto il pomeriggio precedente continuavo a pensarci, e quella notte praticamente non riuscii a dormire. L’emozione gioca brutti scherzi: la mattina qualche crampo allo stomaco, ad essere sinceri, l’ho avuto davvero. Ma un’occasione così non poteva certo sfuggirmi.

Alle otto del mattino parto verso Mazara del Vallo

L’arrivo al Kempinski: quindici Ferrari schierate

Alle 8:30 arrivo al Kempinski Resort. Davanti all’ingresso, nel grande piazzale, ci sono quindici California perfettamente allineate. Una scena che da sola vale il viaggio.

Saluto il direttore Kluzer, che con naturalezza mi dice:

“Faccia un giro, troverà il suo nome sulla sua vettura.”

Per un attimo penso di aver capito male. Invece no.
Sul cruscotto di una California nera c’è davvero un documento con il mio nome, il numero di targa e quello di telaio.

In quel momento realizzo che passerò l’intera giornata con una Ferrari tutta per me.

La linea è spettacolare. Secondo me richiama in chiave moderna la storica California del ’57: cofano lunghissimo, presa d’aria centrale, passaruota anteriori pronunciati che inglobano i fari. Anche il posteriore riprende la tradizione Ferrari, con i gruppi ottici circolari e gli scarichi verticali “a doppietta”, originalissimi.

Dentro la California: lusso e tecnologia

Mi accomodo sulla splendida selleria in pelle grigia.
Il collaudatore Scipioni mi spiega tutto nei dettagli: utilizzo del cambio, manettino, accensione, freno di stazionamento, procedura di apertura e chiusura del tetto retrattile.

Poi arriva il turno di Raffaele De Simone, che illustra il percorso, il funzionamento del navigatore e tutte le indicazioni operative del Media Test.

L’abitacolo sorprende: è una Ferrari, ma confortevole quasi come una berlina di lusso. Lo spazio a bordo è abbondante per essere una sportiva.

Il volante, schiacciato in basso come sulle Formula 1, è un concentrato di tecnologia: a sinistra il pulsante rosso di avviamento, a destra il celebre manettino con le modalità Comfort, Sport e CST Off.

È il momento di dare vita al cuore della vettura: il V8 anteriore da 4.3 litri a iniezione diretta, altra novità assoluta per Ferrari.

Tengo premuto il freno, schiaccio “Engine Start”.

Il motore esplode in un rombo violentissimo. Più che un’accensione sembra una detonazione, un tuono. Poi torna immediatamente docile al minimo, quasi educato.
Non resisto e dò un paio di accelerate: il contagiri giallo al centro della strumentazione schizza verso l’alto con una rapidità impressionante. I 460 cavalli sono lì sotto, vivi, impazienti.

I primi chilometri: emozione pura

È arrivato il momento di partire.
Esco dal resort con estrema cautela e lascio il cambio in automatico: meglio evitare complicazioni nei primi minuti.

Ma dentro ho un turbine di emozioni. La tentazione di chiamare tutti per dire che sto guidando la nuova Ferrari California è irresistibile. E infatti qualche telefonata la faccio.

Sulla statale 115 verso Marsala inizio ad affondare leggermente il piede destro. E lì arriva la vera scarica di adrenalina.

Il rumore cresce rabbioso, l’accelerazione ti schiaccia letteralmente al sedile. È una sensazione difficile da spiegare: come se due mani gigantesche ti comprimessero contro lo schienale.

Mai provato nulla del genere.

Intanto gli altri automobilisti osservano la macchina con occhi spalancati: c’è chi lampeggia, chi saluta con il clacson. Li capisco benissimo. Anch’io, anni prima, facevo la stessa cosa quando incrociavo una Ferrari.

Il debutto del cambio doppia frizione Ferrari

È il momento di provare la grande novità tecnica della California: il cambio doppia frizione.

Per la prima volta Ferrari adotta un sistema “dual clutch”.
Bastano pochi chilometri per capire che siamo davanti a qualcosa di rivoluzionario.

Con la leva destra si sale di marcia, con la sinistra si scala. I passaggi sono praticamente impercettibili: rapidissimi, fluidi, senza interruzione della spinta.

La genialità del sistema sta tutta lì: comfort assoluto e prestazioni da corsa insieme.

Anche rallentando o fermandosi a un incrocio, l’elettronica inserisce automaticamente la marcia corretta. Tutto avviene con una naturalezza impressionante.

La magia del tetto rigido retrattile

La giornata è splendida e il clima quasi primaverile. Impossibile resistere alla tentazione di aprire il tetto.

In appena 14 secondi i pannelli in alluminio e il lunotto scompaiono nel bagagliaio posteriore in una perfetta coreografia meccanica.

Ed è qui che la California stupisce ancora di più: molte coupé-cabriolet risultano goffe una volta aperte. Lei no.

Chiusa è una granturismo aggressiva, elegante e muscolosa. Aperta diventa una raffinata spider da godersi lentamente lungo il mare.

E il litorale trapanese, con le saline e il vento che arriva dal Mediterraneo, sembra il palcoscenico perfetto.

Tappa verso Erice

Lasciata Trapani inizio la salita verso Erice.

Per me è un momento speciale. Queste strade sono leggenda: curve, controcurve, la storica cronoscalata Monte Erice, la passione motoristica siciliana.

E affrontarle con l’ultima Ferrari arrivata da Maranello è qualcosa che va oltre il semplice test drive.

La tenuta di strada è impressionante. Le gomme posteriori da 285 e l’assetto lavorano in perfetta sintonia. Lo sterzo è chirurgico: preciso, diretto, velocissimo.

Con il manettino in Sport la California cambia carattere. Entra in curva con una rapidità incredibile e il retrotreno accenna lievi scodate sempre perfettamente controllabili.

In dieci minuti sono in vetta.

Ad attendermi ci sono i tecnici Ferrari e il direttore della comunicazione Stefano Lai. Si commentano le impressioni di guida davanti a un caffè, mentre continuano ad arrivare altre California.

Tra queste anche quella guidata da Marc Gené, collaudatore Ferrari di Formula 1.

La pioggia cambia tutto

Nel pomeriggio il tempo cambia improvvisamente. Arriva la pioggia.

Chiudo la capote metallica e imposto subito la modalità Comfort. Con l’asfalto completamente bagnato è la scelta più sensata.

Dopo il pranzo alle saline Ettore Infersa, insieme ai giornalisti provenienti da tutta Europa, riparto sotto un autentico diluvio.

Ed è qui che emerge un altro aspetto straordinario della California: la facilità di guida.

Nonostante i 460 cavalli, l’elettronica lavora in modo impeccabile. Sul bagnato basta esagerare leggermente col gas per avvertire il posteriore alleggerirsi, ma i controlli intervengono immediatamente rendendo tutto incredibilmente gestibile.

Quando Ferrari dice che questa è una vettura utilizzabile ogni giorno, non esagera affatto.

Il ritorno al resort

Alle 18 sto tornando al Kempinski per riconsegnare l’auto.

Lo faccio lentamente. Voglio assaporare ogni ultimo chilometro.

Prima però mi concedo un ultimo regalo: tre cambiate consecutive oltre gli ottomila giri. Una sensazione violentissima, come essere lanciati da una fionda.

Arrivo al resort, parcheggio la California esattamente dove l’avevo presa quella mattina.

Spengo il motore.

Silenzio.

Scendo dall’auto con una soddisfazione enorme e anche con un pizzico di malinconia. Dopo le foto ricordo, i tecnici Ferrari la portano via per i controlli e il lavaggio.

Con lei se ne va anche quella giornata magica.

Per i trecento giornalisti arrivati da tutto il mondo era già un sogno. Per me lo era ancora di più.
Perché, da siciliano, vivere un’esperienza del genere sulle strade di casa aveva un sapore speciale.

di Carlo Antonio Rallo

info@motoriedintorni.com

California Ferrari testdrive 2026-05-09
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Tags California Ferrari testdrive
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